sanità

AOU Alessandria, la nuova sfida dell’IRCCS tra ricerca e innovazione

Il riconoscimento apre una fase di transizione e riorganizzazione: maggiore centralità del Ministero su ricerca e innovazione e l’obiettivo di estendere le ricadute a tutta la provincia

AOU Alessandria, la nuova sfida dell’IRCCS tra ricerca e innovazione

Il riconoscimento dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria come IRCCS apre una nuova fase per la sanità del territorio. Un percorso ancora in evoluzione, destinato secondo il direttore scientifico Antonio Maconi a richiedere nei prossimi 18 mesi una significativa riorganizzazione interna.

La nuova sfida dell’IRCCS

La novità principale riguarda gli equilibri nella gestione. Con il passaggio a IRCCS, il Ministero assume un ruolo centrale soprattutto per gli aspetti legati alla ricerca, all’innovazione e alla gestione, mentre la Regione mantiene le competenze più strettamente legate all’attività clinica. Si tratta di un cambiamento particolarmente significativo per il Piemonte, che non aveva mai avuto in precedenza un IRCCS pubblico.

Il riconoscimento non viene però considerato come un risultato limitato alla sola AOU. L’obiettivo indicato è quello di produrre ricadute sull’intero sistema sanitario provinciale, coinvolgendo progressivamente anche gli altri ospedali. In questo quadro viene citata in particolare la sede di Casale Monferrato, mentre la collaborazione tra le diverse realtà sanitarie viene indicata come uno degli elementi destinati a rafforzarsi.

L’IRCCS di Alessandria rientra inoltre in un gruppo ristretto di strutture pubbliche italiane. Gli IRCCS pubblici dotati di un corso di laurea completo in Medicina sono infatti sei in tutta Italia e, proprio per la loro dimensione, queste strutture sono chiamate a sviluppare ulteriormente le discipline riconosciute.

Per Alessandria, la prospettiva indicata è quella di avviare in futuro un percorso per ottenere il riconoscimento anche nell’ambito della riabilitazione.

La nuova fase viene quindi presentata come un processo destinato a svilupparsi nel tempo, con l’obiettivo di rafforzare progressivamente l’offerta sanitaria e di ricerca dell’intero territorio provinciale.

Ricerca e professioni sanitarie

La trasformazione dell’AOU di Alessandria passa anche dalla crescita della ricerca nelle professioni sanitarie. Un settore sul quale l’azienda ha investito attraverso una struttura dedicata, con tre professionisti distaccati a tempo pieno e una rete interna composta da oltre 70 referenti.

L’attività scientifica riguarda in particolare gli aspetti organizzativi e assistenziali, con una caratteristica precisa: gli interventi e i risultati della ricerca possono avere ricadute concrete sui percorsi di diagnosi e cura e, quindi, direttamente sull’assistenza al paziente.

In questo quadro si inserisce anche l’evoluzione della figura dell’infermiere e, più in generale, delle professioni sanitarie. La formazione si è sviluppata attraverso lauree triennali e magistrali, master e dottorati, contribuendo a un progressivo ampliamento delle competenze e delle responsabilità professionali.

Alessandria ha inoltre rafforzato il proprio investimento sulla formazione dei fisioterapisti. Da circa sei anni il Borsalino ospita il corso di laurea in Fisioterapia, con 45 studenti ogni anno e 135 complessivi considerando i tre anni di durata del percorso.

La ricerca si sviluppa anche attraverso la collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale. La sinergia ha permesso di creare cinque laboratori integrati, con attività distribuite tra il DISIT e l’ospedale di Alessandria. Personale, strumentazione e finanziamenti derivano da una collaborazione che comprende anche la partecipazione a bandi di ricerca nazionali ed europei.

Un ulteriore strumento è rappresentato dalla nuova piattaforma gestionale adottata in via pilota per i trial clinici. L’obiettivo è rendere più efficiente la gestione degli studi, raccogliendo dati di qualità in tempi più rapidi e seguendo con maggiore velocità l’evoluzione dei pazienti e dei controlli previsti.

La ricerca viene così inserita sempre più direttamente all’interno dell’attività sanitaria, con l’innovazione chiamata a tradursi in risultati concreti per l’assistenza.

La sfida della competitività e dei finanziamenti

Diventare IRCCS significa per l’AOU di Alessandria entrare in una rete nazionale nella quale ricerca, innovazione e capacità di partecipare agli studi clinici assumono un peso sempre maggiore. La competitività rappresenta uno degli aspetti centrali del nuovo percorso.

Nel campo della ricerca farmacologica, la rapidità nella gestione degli studi e la qualità dei dati sono elementi determinanti per attirare sperimentazioni. La capacità di partecipare ai trial, in particolare nelle fasi di validazione dei nuovi farmaci, viene considerata importante anche per aumentare le possibilità dei pazienti di accedere alle nuove terapie.

L’ingresso nella rete degli IRCCS può quindi ampliare le opportunità disponibili per Alessandria. Per raggiungere un livello adeguato di competitività, però, diventa necessario dotarsi di strumenti specifici, come la piattaforma gestionale per i trial clinici.

Sul fronte economico, il riconoscimento consente di accedere a 12 canali di finanziamento. Uno è legato alla ricerca corrente e alla qualità e quantità dell’attività scientifica svolta, mentre gli altri rappresentano opportunità di finanziamento competitive previste dallo Stato e dalla Comunità Europea per gli IRCCS.

Tra le sfide indicate dal Ministero c’è però anche la necessità di incrementare il fundraising. L’obiettivo è sviluppare una capacità di raccolta di risorse più strutturata, coinvolgendo in particolare la Provincia di Alessandria e i Comuni del territorio.

Parallelamente esiste già una rete regionale dedicata alla ricerca, articolata in otto gruppi di lavoro. Biobanche, Clinical Trial Center e grant office sono collegati tra loro e consentono alle diverse realtà di confrontarsi sulle rispettive attività. L’obiettivo futuro è sviluppare anche progetti di ricerca a livello regionale.

Il rafforzamento della collaborazione tra ASL e IRCCS viene infine indicato come una possibile leva per migliorare l’offerta sanitaria provinciale e affrontare il problema della mobilità passiva, particolarmente significativo per il territorio, con pazienti che scelgono strutture fuori regione, soprattutto in Lombardia e Liguria.