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Ex Ilva: i giudici della Corte d’Appello di Milano si riservano di decidere entro il 16 settembre

I tempi di fatto stringono, perché una volta che verrà spento il bottone delle attività dell’area a caldo non si potrà più tornare indietro

Ex Ilva: i giudici della Corte d’Appello di Milano si riservano di decidere entro il 16 settembre

La Corte d’Appello di Milano si riserva di decidere entro il 16 settembre sulla richiesta di sospensione per l’area a caldo presentata da Acciaierie d’Italia e Ilva in Amministrazione Straordinaria.

La decisione entro il 16 settembre

Questa la posizione emersa ieri, dopo una discussione di 2 ore collegata al decreto con cui, lo scorso luglio, i giudici di secondo grado milanesi hanno disposto il blocco delle attività dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico tarantino entro il 28 ottobre.

I tempi di fatto stringono, perché una volta che verrà spento il bottone delle attività dell’area a caldo non si potrà più tornare indietro. I legali degli undici cittadini, tra cui “un bimbo di 12 anni che si è gravemente ammalato”, hanno rivendicato, come promotori del procedimento cautelare di azione inibitoria che ha preso il via cinque anni fa, le due decisioni, prima del Tribunale e poi della Corte d’Appello a fine luglio, che per il “diritto alla salute” hanno disposto lo stop dell’area a caldo, da mettere in atto nel giro di tre mesi, entro fine ottobre.

Nel corso del procedimento, è arrivata, tra l’altro, anche la decisione della Corte Ue che ha stabilito, così come le sentenze milanesi, che “è più importante salvare anche solo una vita umana che produrre”.