Autostrade

Free Flow sull’Asti-Cuneo, ADOC Piemonte attiva un servizio di tutela per gli utenti

Numerose segnalazioni su pagamenti, transiti non visualizzati, errori di lettura delle targhe e sanzioni

Free Flow sull’Asti-Cuneo, ADOC Piemonte attiva un servizio di tutela per gli utenti

ASTI/CUNEO – Difficoltà nel reperire i transiti, problemi nei pagamenti online, addebiti non chiari e notifiche di mancato pagamento nonostante il versamento effettuato. Sono alcune delle criticità segnalate dagli utenti del sistema di pedaggio Free Flow attivo sull’autostrada Asti-Cuneo (A33), sulle quali interviene ora ADOC Piemonte con un servizio dedicato di assistenza e tutela dei consumatori.

Numerose segnalazioni su pagamenti, transiti non visualizzati, errori di lettura delle targhe e sanzioni

Il sistema Free Flow rileva automaticamente le targhe dei veicoli attraverso portali elettronici, senza la presenza di caselli. Il pagamento del pedaggio deve essere effettuato entro 15 giorni dal transito, attraverso l’app A33 Free Flow, il sito ufficiale, il Conto Targa oppure nei punti fisici autorizzati di Govone, Alba, Asti, Castelletto Stura e Sant’Albano Stura.

Secondo quanto riferito da ADOC Piemonte, negli ultimi mesi sono state numerose le segnalazioni degli automobilisti. Tra i problemi più ricorrenti figurano la mancata visualizzazione dei transiti entro il termine previsto, l’impossibilità di completare le operazioni sul portale o sull’app, addebiti multipli o non coerenti con i percorsi effettuati e notifiche di insoluto riferite a pagamenti già eseguiti. Particolare attenzione viene inoltre posta agli errori di lettura delle targhe, che possono determinare contestazioni e sanzioni elevate, anche ai sensi dell’articolo 176 del Codice della Strada.

Per questo l’associazione ha deciso di mettere a disposizione degli utenti un servizio che comprende la verifica dei transiti e degli importi, l’assistenza nelle procedure di pagamento e la possibilità di predisporre istanze e ricorsi nei casi ritenuti fondati. ADOC Piemonte potrà inoltre intervenire in via stragiudiziale nei confronti del gestore dell’infrastruttura e chiedere l’annullamento di eventuali sanzioni ritenute illegittime.

Il ricorso può essere valutato, spiega l’associazione, in presenza di pagamenti correttamente effettuati ma non registrati, transiti non comparsi nel sistema entro i 15 giorni, errori nella rilevazione della targa, mancata comunicazione preventiva o sanzioni che non risultino conformi ai requisiti previsti dall’articolo 176 del Codice della Strada.

L’obiettivo dichiarato è garantire agli automobilisti maggiore trasparenza e correttezza nella gestione dei pedaggi, offrendo un supporto concreto a chi si trova a dover affrontare contestazioni o richieste di pagamento. ADOC Piemonte mette quindi a disposizione degli utenti assistenza per la predisposizione di istanze formali, richieste di annullamento, memorie difensive e ricorsi amministrativi, oltre a un servizio di informazione sulle procedure e sulla normativa applicabile.