Un altro agente della Polizia Penitenziaria è stato aggredito nel pomeriggio di ieri, martedì 15 settembre, all’interno dell’istituto penitenziario di Torino.
Ancora violenza nel carcere di Torino
Secondo quanto riportato dal Sappe, un detenuto ha sfondato con un pugno la porta dell’Ufficio degli Ispettori, colpendo al volto il poliziotto che si trovava nelle immediate vicinanze. L’agente stava fornendo chiarimenti al detenuto sui motivi del ritardo nell’autorizzazione di una telefonata – dovuto ad un’interruzione della corrente elettrica – quando è stato aggredito dal detenuto.
Immediato l’intervento degli Ispettori e degli altri poliziotti penitenziari presenti, che sono riusciti a contenere la situazione e a ricondurre il detenuto alla calma, convincendolo successivamente a rientrare in sezione.
“Quello che è accaduto è gravissimo e non può essere derubricato all’ennesimo episodio di ordinaria criticità penitenziaria”, denuncia Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. “Un appartenente al Corpo è stato aggredito mentre svolgeva il proprio lavoro e una porta di un ufficio istituzionale è stata letteralmente sfondata a pugni. È l’ennesima dimostrazione di quanto sia ormai difficile garantire sicurezza e ordine all’interno delle carceri senza strumenti adeguati e senza una risposta dello Stato che sia realmente efficace”.
Capece richiama quindi le recenti parole del Presidente del Consiglio sulla necessità di rafforzare tutele e strumenti per le Forze dell’Ordine, sottolineando che “le parole devono tradursi rapidamente in fatti concreti anche per la Polizia Penitenziaria”.
Per il Sappe è urgente un cambio di passo sulle condizioni di sicurezza negli istituti penitenziari, attraverso maggiori tutele giuridiche per gli appartenenti al Corpo, strumenti di difesa adeguati, dispositivi di protezione individuale e procedure operative realmente efficaci per fronteggiare le aggressioni.
“Serve una risposta immediata – aggiunge il segretario nazionale Vicente Santilli – Non si può aspettare l’ennesimo agente ferito, l’ennesima porta sfondata o l’ennesima situazione fuori controllo per intervenire. La sicurezza del personale di Polizia Penitenziaria deve diventare una priorità concreta dell’Amministrazione e della politica”.