La possibile conferma della decisione della Corte d’Appello e della Corte di Cassazione relative allo stop delle attività dell’area a caldo mette a rischio anche il futuro dello stabilimento di Novi Ligure, la cui produzione potrebbe proseguire al massimo fino all’inizio di novembre.
Chiesto tavolo regionale su ex Ilva
Questa mattina i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e le Rsu dello stabilimento hanno incontrato il sindaco Rocchino Muliere per fare il punto sulla situazione dello stabilimento ex Ilva di Novi Ligure e sul futuro dei lavoratori.
“Quello che è emerso dall’incontro – sottolinea il Sindaco Muliere – è un quadro drammatico, che non può essere affrontato lasciando Novi Ligure e Genova fuori dal confronto nazionale. È necessario che tutte le istituzioni siano coinvolte e che venga definito con urgenza un percorso in grado di garantire il futuro degli stabilimenti e dei lavoratori”.
Nel corso dell’incontro, il primo cittadino di Novi Ligure ha annunciato che chiederà al presidente della Regione Alberto Cirio di convocare un nuovo tavolo di crisi regionale con la volontà di coinvolgere anche le istituzioni e le parti sociali genovesi, considerata la stretta interconnessione tra lo stabilimento novese e quello di Genova Cornigliano.
La richiesta al tavolo regionale sarà quella di sollecitare il Governo affinché la situazione degli stabilimenti di Novi Ligure e Genova venga ricompresa pienamente all’interno del tavolo nazionale sull’ex Ilva, così da affrontare in modo unitario il futuro del polo siderurgico e le ricadute occupazionali e produttive sul territorio.
“Novi Ligure – conclude Muliere – non può essere considerata una questione secondaria. Il futuro dello stabilimento riguarda direttamente centinaia di lavoratori e ha ricadute importanti sull’intero territorio. Chiederemo quindi alla Regione di farsi parte attiva nei confronti del Governo perché Novi e Genova siano inserite a pieno titolo nel confronto nazionale e perché si lavori concretamente a una soluzione che garantisca la continuità produttiva e occupazionale”