TORINO – Vestirsi, infilarsi i calzini, mangiare autonomamente. Attività quotidiane che per Giovanni, 14 anni, erano diventate particolarmente difficili a causa della paralisi cerebrale infantile. Dopo un innovativo intervento di neurectomia iperselettiva, eseguito all’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, e un successivo percorso di riabilitazione, il ragazzo ha ottenuto un significativo miglioramento nell’utilizzo dell’arto superiore e, soprattutto, nella propria autonomia.
Per la prima volta a Torino eseguita una neurectomia iperselettiva per trattare la spasticità dell’arto superiore
L’intervento ha riunito le competenze della dottoressa Nathalie Bini, chirurgo della mano del Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino del Regina Margherita, e del dottor Paolo Titolo, responsabile della Microchirurgia Ortopedica Traumatologica del CTO. Un lavoro multidisciplinare che ha integrato la chirurgia dell’arto superiore in età pediatrica con la microchirurgia dei nervi periferici.
La paralisi cerebrale infantile è la più comune causa di disabilità motoria in età pediatrica e può provocare, tra le diverse manifestazioni, la spasticità dell’arto superiore. La contrazione eccessiva e persistente di alcuni muscoli può ostacolare il controllo dei movimenti, favorire posture anomale e deformità e rendere difficili anche gesti essenziali della vita quotidiana. In Piemonte si stimano tra 800 e 1.000 bambini con patologie neuromotorie.
Nel caso di Giovanni, la decisione di intervenire è arrivata al termine di una valutazione multidisciplinare che ha considerato non soltanto il grado di spasticità e le deformità, ma soprattutto le capacità funzionali del ragazzo, le difficoltà nella vita quotidiana e gli obiettivi condivisi con la famiglia.
La tecnica utilizzata ha riguardato i rami nervosi destinati ad alcuni muscoli dell’avambraccio. In termini semplici, il nervo può essere paragonato a un cavo formato da numerosi piccoli fili: attraverso strumenti microchirurgici, la neurectomia iperselettiva consente di rimuovere una parte delle fibre nervose che trasmettono il comando di contrazione ai muscoli interessati, preservando quelle necessarie alla funzione. L’obiettivo è ridurre la tensione muscolare eccessiva e facilitare il controllo e l’utilizzo dell’arto.
L’intervento rappresenta però una parte di un percorso più ampio, che comprende valutazione specialistica, chirurgia e riabilitazione. Giovanni continua a essere seguito dall’ambulatorio di neuro-ortopedia dedicato alla spasticità pediatrica dell’Ortopedia Pediatrica, diretta dal professor Alessandro Aprato, nell’ambito del Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino diretto dalla professoressa Franca Fagioli. Il servizio accompagna i pazienti nel tempo attraverso una presa in carico multidisciplinare, individuando i trattamenti più appropriati per preservare la funzionalità dell’arto superiore, prevenire per quanto possibile le deformità e favorire il massimo grado di autonomia.
«Un intervento innovativo che conferma per l’ennesima volta le eccellenze dell’ospedale Regina Margherita e testimonia quanto sia importante la collaborazione clinica tra ospedali», ha dichiarato Adriano Leli, direttore generale OIRM-Sant’Anna, sottolineando le nuove possibilità terapeutiche per bambini e ragazzi con patologie neuromotorie.
Sulla stessa linea Livio Tranchida, direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino, che ha evidenziato come l’integrazione tra le professionalità del CTO e del Regina Margherita abbia consentito di realizzare un intervento di microchirurgia avanzata, sviluppando un nuovo possibile percorso di trattamento per i giovani pazienti con spasticità dell’arto superiore.
