Il rischio cardiovascolare non è soltanto una questione dell’età adulta. Alcuni dei fattori che possono favorire l’insorgenza di patologie cardiache si sviluppano infatti già durante l’infanzia, rendendo fondamentale la prevenzione precoce.
Rischio cardiovascolare nei bambini
È questo il punto di partenza dello studio condotto dalla cardiologia pediatrica dell’IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria, in collaborazione con i pediatri territoriali della provincia e con il DAIRI. L’obiettivo era fotografare la situazione della popolazione pediatrica e individuare quei bambini che presentano fattori di rischio o condizioni predisponenti, così da poter intervenire prima della comparsa della malattia.
I risultati hanno evidenziato una situazione significativa: circa il 42% dei quasi 500 bambini analizzati è risultato in sovrappeso, con una parte dei soggetti che presentava condizioni di obesità. L’analisi ha inoltre mostrato una correlazione tra l’indice di massa corporea alterato, la presenza di ipertensione e il rapporto tra circonferenza della vita e altezza, parametro considerato indicativo del rischio cardiovascolare.
Lo studio ha preso in considerazione anche il contesto familiare e le abitudini quotidiane. L’attività fisica, spiegano le specialiste, dovrebbe essere quotidiana e comprendere anche attività semplici come una passeggiata o il gioco all’aperto. Al contrario, la sedentarietà e l’utilizzo dei dispositivi elettronici, soprattutto nelle ore serali, possono interferire anche con il ritmo sonno-veglia.
Grande attenzione viene riservata anche all’alimentazione. La colazione viene indicata come un pasto importante, da costruire in modo equilibrato, mentre merendine e bevande zuccherate dovrebbero essere limitate.
Alla luce dei risultati ottenuti, è allo studio la creazione di un ambulatorio dedicato al rischio cardiovascolare in età pediatrica, con il coinvolgimento di più specialisti.
Aritmie nei bambini, la diagnosi grazie allo sport
Non soltanto cardiopatie congenite. Nell’attività della cardiologia pediatrica dell‘Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria, nell’ultimo anno è emersa una particolare attenzione verso le patologie del ritmo nei bambini e nei ragazzi.
Le cardiopatie congenite osservate sono diminuite, anche grazie alla diagnosi prenatale, mentre sono state riscontrate diverse forme di aritmia, comprese tachicardie ventricolari, tachicardie parossistiche sopraventricolari, flutter ed extrasistolia.
Proprio quest’ultima rappresenta una condizione che può essere individuata anche nell’ambito dei controlli medico-sportivi. L’extrasistolia, infatti, non è necessariamente indicativa di una patologia, ma alcune caratteristiche possono richiedere approfondimenti. Gli specialisti valutano, tra gli altri aspetti, la forma dell’extrasistole, il punto del cuore da cui ha origine, l’eventuale presenza di forme differenti e il comportamento durante lo sforzo. Una patologia ritmica che compare durante l’attività fisica rappresenta un elemento che merita particolare attenzione.
La prevenzione può iniziare ancora prima della nascita. L’ecocardiografia fetale di secondo livello viene effettuata quando, durante l’ecografia morfologica, emerge un sospetto di malformazione cardiaca. L’esame può essere indicato anche in presenza di familiarità per cardiopatie congenite, diabete gestazionale, assunzione di determinati farmaci o sostanze d’abuso in gravidanza o quando sono presenti malformazioni in altri distretti.
Tra le condizioni affrontate dalla cardiologia pediatrica c’è anche la sindrome del QT lungo. Si tratta di un’alterazione visibile all’elettrocardiogramma che può favorire l’insorgenza di aritmie ventricolari. Può avere origine genetica oppure essere legata all’utilizzo di alcuni farmaci. Quando viene individuata una mutazione, l’indagine può essere estesa anche ai familiari.
La gestione della sindrome è oggi compatibile, nei casi appropriati, con una vita normale e in alcune situazioni anche con la pratica sportiva.
La cardiologia pediatrica guarda al futuro
La ricerca in cardiologia pediatrica non resta confinata ai laboratori, ma si intreccia quotidianamente con l’attività clinica e con la formazione dei futuri medici. È uno degli aspetti emersi dall’incontro con le specialiste della cardiologia pediatrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria.
Negli ultimi anni sono state portate a termine tre tesi insieme agli studenti di Medicina. Una ha analizzato il carico di extrasistolia nei bambini arrivati all’ambulatorio nell’arco di dieci anni. Un’altra ha studiato la presenza di eventuali malformazioni cardiache nei pazienti affetti da malattia di Hirschsprung, mentre una terza ricerca ha valutato l’andamento delle bicuspidie nella casistica seguita dal reparto.
Accanto alla ricerca c’è la formazione. Le professioniste collaborano quotidianamente con gli specializzandi della scuola di specializzazione in pediatria dell’Università del Piemonte Orientale. Tra gli insegnamenti c’è la lettura dell’elettrocardiogramma pediatrico e l’approccio clinico al bambino con una patologia cardiaca.
La tecnologia rappresenta uno strumento importante, ma secondo l’impostazione illustrata durante la puntata non sostituisce gli elementi fondamentali della valutazione medica: anamnesi ed esame obiettivo. La storia del paziente e quella familiare, insieme alla visita, restano infatti passaggi essenziali.
Sul fronte dei progetti, la cardiologia pediatrica sta lavorando alla possibile apertura di un ambulatorio specificamente dedicato al rischio cardiovascolare in età pediatrica. L’idea è coinvolgere più professionalità, comprese endocrinologia, nefrologia e dietistica, per costruire un percorso rivolto ai bambini con fattori di rischio.
Le specialiste fanno inoltre parte del gruppo di studio sul rischio cardiovascolare della Società Italiana di Pediatria e hanno proposto Alessandria come sede del congresso nazionale del gruppo nel 2027.
Un altro appuntamento è previsto a febbraio, in occasione della giornata dedicata alle cardiopatie congenite, con un approfondimento sui farmaci in cardiologia pediatrica, sulle formulazioni galeniche e sui nuovi trattamenti in fase di studio per l’età pediatrica.