cronaca

Strage di Brandizzo, al via il processo a Ivrea. Polemica sulla logistica e sui risarcimenti

Nell'udienza di oggi sono state presentate le richieste di costituzione di parte civile da parte dei familiari e di dieci enti

Strage di Brandizzo, al via il processo a Ivrea. Polemica sulla logistica e sui risarcimenti

Si è aperta oggi al tribunale di Ivrea l’udienza preliminare per la strage ferroviaria di Brandizzo, in cui il 30 agosto 2023 persero la vita cinque operai travolti da un treno.

Al via il processo a Ivrea

La Procura contesta i reati di omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario colposo. Sotto accusa, oltre ai due ferrovieri superstiti, ci sono tre società – tra cui Rfi – e altri 19 indagati, compresi i vertici attuali ed ex della rete ferroviaria.

Nell’udienza di oggi sono state presentate le richieste di costituzione di parte civile da parte dei familiari e di dieci enti, mentre la prossima data è stata fissata per il 28 ottobre per valutare le ammissioni.

Non sono mancate le tensioni e le polemiche. I legali delle vittime hanno duramente contestato la logistica del tribunale, giudicata inadeguata e “indecorosa” per la mancanza di spazi sufficienti, costringendo alcuni avvocati a sedersi per terra.

Tra i familiari, infine, il fratello di Kevin Laganà, una delle vittime, ha espresso forte amarezza per il risarcimento accettato dalla madre biologica, che aveva abbandonato il giovane da piccolo.

La risposta del Tribunale di Ivrea

Il Tribunale di Ivrea interviene sulla questione degli spazi per la celebrazione del processo Brandizzo, iniziato oggi, sottolineando la necessità di strutture adeguate per gestire procedimenti complessi e con numerose parti coinvolte.

Dal 2025 la Presidenza del Tribunale è in contatto con le istituzioni competenti per individuare soluzioni che permettano di migliorare gli spazi destinati alle udienze, sottolineando che l’obiettivo è garantire condizioni adeguate, sicurezza e dignità a tutte le persone coinvolte: magistrati, avvocati, parti, personale amministrativo, giornalisti e pubblico.

“Il trasferimento del processo a Torino non appare concretamente praticabile in ragione della competenza territoriale di Ivrea e per le rilevanti esigenze organizzative e logistiche connesse alla sua celebrazione. – spiegano dal Tribunale – La tenuta dei processi all’interno del territorio costituisce un elemento essenziale per garantire una presenza effettiva ed efficiente della giustizia. Per questa ragione, la Presidenza continuerà a promuovere, in uno spirito di piena collaborazione istituzionale, ogni utile confronto con il Ministero della Giustizia e con le altre istituzioni interessate affinché siano individuate soluzioni adeguate e durature”.

L’obiettivo è dotare il Tribunale di Ivrea di aule accessibili e funzionali, adeguate anche ai processi di maggiore complessità.