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Alessandria, Buzzi Langhi (FI): “Basta allarmismi sul 41-bis, la vera attenzione va sulla sicurezza quotidiana”

Il consigliere stigmatizza gli allarmismi legati al futuro del San Michele e pone l'attenzione sulla situazione di sovraffollamento del carcere Don Soria

Alessandria, Buzzi Langhi (FI): “Basta allarmismi sul 41-bis, la vera attenzione va sulla sicurezza quotidiana”

Il consigliere regionale e consigliere comunale ad Alessandria di Forza Italia, Davide Buzzi Langhi, torna sull’argomento sicurezza in città e sulle preoccupazioni legate all’arrivo di detenuti sottoposti al regime 41-bis all’interno del carcere di San Michele, replicando alle dichiarazioni della consigliera comunale del Partito Democratico Rita Rossa.

Sicurezza e carceri di Alessandria

“La sicurezza dei cittadini di Alessandria resta la mia priorità”, spiega il consigliere di Forza Italia, sottolineando che la presenza di detenuti sottoposti al regime del 41-bis all’interno del carcere alessandrino non costituisce, di per sé, un rischio per la sicurezza quotidiana della città. “Si tratta di un regime detentivo particolarmente rigoroso, caratterizzato da controlli e misure di sicurezza stringenti. Non stiamo parlando di persone che possano liberamente uscire dal carcere e circolare sul territorio”, aggiunge.

Buzzi Langhi aggiunge di non condividere la scelta di alimentare allarmismi, allo scopo di “trasformare una questione penitenziaria in uno strumento di polemica politica”, e di concentrare la sua preoccupazione, invece, sulla situazione di sovraffollamento del carcere Don Soria, come dimostrato dai dati ufficiali del Ministero della Giustizia. “Una parte significativa della popolazione detenuta è composta da cittadini stranieri, oltre l’80 per cento e, tra questi, vi sono anche persone prive di un regolare titolo di soggiorno”, sottolinea.

Buzzi Langhi però spiega: “Su questo tema serve però una politica seria e non di distrazione di massa a fini elettorali: chi non ha titolo per rimanere in Italia e ha commesso reati deve essere sottoposto, quando ne ricorrono i presupposti di legge, alle procedure previste per il rimpatrio. Allo stesso modo, occorre rafforzare gli strumenti di cooperazione giudiziaria che consentano, nei casi previsti, di far scontare la pena nei Paesi di origine”.

Per il consigliere di Forza Italia non si tratta di un a questione ideologica, ma di sicurezza, legalità e responsabilità: “Continuare a ignorare il problema, oppure agire come il centro sinistra che si limita a contestare ogni misura finalizzata a rendere più efficaci i rimpatri e la cooperazione con gli Stati di origine, non contribuisce a risolvere le criticità. Il punto è che chi commette un reato deve scontare una pena e deve farlo civilmente ma nel rispetto delle nostre leggi e senza sconti. La sicurezza dei quartieri, il rispetto delle regole e la tutela dei cittadini devono essere il nostro riferimento principale”.