Vertenza

Ex Ilva, sciopero di 24 ore il 12 ottobre in tutti gli stabilimenti

Fim, Fiom e Uilm proclamano la mobilitazione dopo l’incontro a Palazzo Chigi

Ex Ilva, sciopero di 24 ore il 12 ottobre in tutti gli stabilimenti

NOVI LIGURE – Ventiquattro ore di sciopero in tutti gli stabilimenti del gruppo ex Ilva per lunedì 12 ottobre. È la decisione delle organizzazioni sindacali nazionali Fim, Fiom e Uilm dopo l’incontro tenutosi a Palazzo Chigi, dal quale, secondo i sindacati, non sono emerse risposte concrete sul futuro industriale del gruppo e sulla tutela dell’occupazione.

Fim, Fiom e Uilm proclamano la mobilitazione dopo l’incontro a Palazzo Chigi

Al centro del confronto con il Governo ci sarebbero stati soprattutto gli ammortizzatori sociali, senza una prospettiva definita di rientro al lavoro per i dipendenti. Una situazione che, secondo le sigle sindacali, non affronta le questioni del rilancio produttivo e della salvaguardia del reddito. Nel documento del 31 luglio 2026, intitolato Piano straordinario nazionale di messa in sicurezza e rilancio dell’ex Ilva, Fim, Fiom e Uilm avevano chiesto un progetto industriale complessivo per Taranto e per tutti gli altri territori coinvolti, accompagnato da un piano sociale con strumenti come prepensionamenti, incentivi all’esodo e misure di sostegno per i lavoratori.

I sindacati indicano inoltre la decarbonizzazione come obiettivo della transizione industriale, chiedendo un adeguato impegno finanziario pubblico, l’eventuale partecipazione di investitori privati e un ruolo diretto dello Stato, con risorse da prevedere anche nella Legge di stabilità 2027. La vertenza riguarda l’intero sistema produttivo del gruppo, che comprende, oltre a Taranto, gli stabilimenti di Genova, Novi Ligure, Racconigi, Salerno e Marghera, insieme agli impianti e ai servizi collegati. Tra le questioni rimaste senza risposta, secondo le organizzazioni sindacali, c’è anche la possibilità di acquistare semilavorati per consentire la ripartenza delle linee di finitura a freddo nei diversi siti.

Nel confronto con il Governo, denunciano ancora Fim, Fiom e Uilm, non sarebbe stato affrontato un piano capace di coniugare risanamento ambientale, continuità produttiva, tutela dell’occupazione e salvaguardia del reddito. Non sarebbero inoltre arrivate indicazioni sugli strumenti straordinari per accompagnare i lavoratori nella transizione, dalla riqualificazione professionale alla ricollocazione nel futuro ciclo produttivo decarbonizzato. Lo sciopero del 12 ottobre interesserà tutti i siti del gruppo. I sindacati non escludono un’estensione della mobilitazione nei giorni successivi, anche attraverso iniziative articolate a livello territoriale.