la denuncia

Asl Al, Fp Cgil: “Basta parole, servono azioni concrete. Si va davanti al Prefetto”

Il sindacato denuncia carichi di lavoro insostenibili, turni irregolari e un aumento delle dimissioni volontarie. Presentato a giugno un esposto alla Procura

Asl Al, Fp Cgil: “Basta parole, servono azioni concrete. Si va davanti al Prefetto”

La situazione del personale sanitario dell’Asl Al torna al centro della denuncia della Fp Cgil, che parla di condizioni di lavoro sempre più difficili e di un aumento delle dimissioni volontarie.

La situazione del personale Asl Al

Secondo il sindacato, infermieri e operatori sarebbero sottoposti a carichi di lavoro tali da rendere sempre più difficile conciliare attività professionale e vita privata.

Tra le criticità segnalate figurano salti dei riposi, turni modificati anche più volte nell’arco della giornata, ferie negate per esigenze di servizio e comunicazioni tardive delle turnazioni, che impedirebbero al personale di organizzare la propria vita personale.

A questo si aggiungerebbero la carenza di organico e l’aumento delle responsabilità professionali, con conseguenti situazioni di stress e maggiore esposizione al rischio di errori, aggressioni e contenziosi.

La Fp Cgil ritiene che le condizioni denunciate possano sollevare anche questioni legate al rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro e sull’orario di lavoro, compreso il diritto ai periodi di riposo. Proprio per questo, nel mese di giugno il sindacato ha presentato un esposto alla Procura, chiedendo verifiche sulla situazione.

Ora l’organizzazione sindacale chiede di conoscere lo stato dell’eventuale procedimento e sollecita le autorità a fornire risposte concrete: “Pretendiamo da parte delle autorità azioni e risposte concrete e  dai vertici aziendali Asl Al  è fondamentale pretendere condizioni di lavoro dignitose, ascolto e rispetto dei diritti contrattuali – commenta Vincenzo Costantino della Fp Cgil -. Oltre che il rispetto delle norme contrattuali, dei regolamenti vigenti. L’Amministrazione non può continuare con questo “modus operandi” Ed è per queste ragioni che condividiamo e ci associamo con chi nelle scorse ore ha manifestato la volontà di proclamare lo stato di agitazione del personale del comparto.  Sicuramente ci siamo fidati delle parole e nel frattempo si è perso tempo prezioso e indebolito la nostra forza contrattuale. Adesso però bisogna agire subito, ritrovando lo spirito di unità sindacale e per recuperare il terreno perso”.