Decine di famiglie senza acqua calda da circa due mesi e senza riscaldamento dal 19 ottobre. È la situazione segnalata in via Gandolfi 3, al quartiere Cristo, dal Movimento per il diritto all’Abitare, che denuncia le condizioni in cui sono costretti a vivere gli inquilini degli alloggi di edilizia popolare.
Senza riscaldamento e acqua calda
Secondo quanto riferito dal Movimento, ATC Piemonte Sud sarebbe già a conoscenza dei problemi, ma non avrebbe ancora comunicato tempistiche precise per la risoluzione. Una situazione che, con l’abbassamento delle temperature, sta creando ulteriori disagi alle famiglie residenti.
L’associazione contesta anche il recente aumento del 25% degli anticipi per le spese e le bollette, annunciato dall’ente, sottolineando quella che considera una contraddizione tra l’incremento dei costi a carico degli inquilini e la mancanza di servizi essenziali.
“Le case popolari non sono di serie B, né lo è chi le abita – commenta il Movimento -. Per ottenere un intervento di manutenzione si deve finire sui giornali o sperare che qualche politico si interessi al caso nella speranza di raccogliere qualche voto alle prossime elezioni”.
La segnalazione di via Gandolfi, secondo l’associazione, si inserisce in un quadro più ampio di problematiche che riguardano l’edilizia pubblica alessandrina. “Chi abita negli alloggi popolari di Alessandria, spesso, convive con infiltrazioni, muffe, riscaldamento insufficiente, acqua calda assente, ascensori guasti, impianti malfunzionanti o richieste di manutenzione rimaste senza risposta”. aggiunge il Movimento.
L’obiettivo, spiega l’associazione, è raccogliere e rendere visibili queste situazioni, affinché le famiglie non debbano affrontare singolarmente problemi legati alla gestione di un patrimonio pubblico. “Il diritto all’abitare – conclude il Movimento – non significa soltanto avere un tetto sopra la testa, ma poter vivere in una casa sicura e salubre, con acqua calda e riscaldamento. ATC Piemonte Sud deve intervenire immediatamente in via Gandolfi e garantire alle famiglie condizioni di vita dignitose durante tutta la durata degli interventi”.