Tre smartphone, un caricabatterie e un secchio contenente frutta in fermentazione, presumibilmente destinata alla produzione clandestina di grappa. È quanto scoperto nella serata di ieri, 4 novembre, durante due distinte perquisizioni straordinarie effettuate dalla Polizia Penitenziaria nella Casa circondariale di Torino.
Le perquisizioni in carcere
Il primo intervento è scattato intorno alle 22 nel Padiglione A, dove gli agenti hanno trovato due telefoni cellulari. Un’ora dopo, durante una seconda perquisizione nel Padiglione B, sono stati invece rinvenuti un altro smartphone, un caricabatterie e un secchio con frutta lasciata a macerare, presumibilmente per ricavarne una bevanda alcolica.
A riferire l’esito delle operazioni sono Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), e Vicente Santilli, che hanno espresso il proprio apprezzamento per il lavoro svolto dagli agenti anche nelle ore notturne.
“Il rinvenimento di tre smartphone in due distinti padiglioni conferma quanto sia necessario mantenere alta l’attenzione sull’introduzione e sull’utilizzo illecito di dispositivi telefonici nelle carceri. – spiegano – Ancora più preoccupante è il ritrovamento di un contenitore con frutta in macerazione, presumibilmente destinata alla produzione clandestina di bevande alcoliche, una pratica che può comportare ulteriori rischi per la sicurezza e la gestione della vita detentiva”.
I due sindacalisti evidenziano come le attività di perquisizione e prevenzione rappresentino uno strumento fondamentale per contrastare fenomeni illegali e tutelare sia il personale sia la popolazione detenuta.
Il SAPPE coglie inoltre l’occasione per richiamare l’attenzione sulle condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria, chiedendo organici adeguati, strumenti tecnologici efficaci e condizioni lavorative dignitose. “La sicurezza degli istituti passa attraverso controlli costanti, prevenzione e capacità operativa”, concludono Capece e Santilli.