Lo stallo sul presidio ospedaliero “Mons. Galliano” di Acqui Terme e il percorso di integrazione nell’IRCCS AOU di Alessandria torna a far preoccupare. Dopo la richiesta del vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Ravetti, ora è la Fp Cgil di Alessandria a sollecitare chiarimenti sul futuro dell’ospedale acquese.
La preoccupazione della Fp Cgil
Secondo il sindacato, il Piano socio-sanitario regionale prevedeva il completamento dell’operazione entro la fine del 2026, con l’obiettivo di salvaguardare i servizi esistenti e sviluppare ad Acqui un polo dedicato a riabilitazione, diagnostica e ricerca.
“Ad oggi, tuttavia, assistiamo a una realtà profondamente diversa. Il percorso sta incontrando ostacoli apparentemente insormontabili, dettati in primis dalle pesanti difficoltà di bilancio dell’Asl Al, che non sembrano in grado di garantire la necessaria linearità e sostenibilità finanziaria dell’operazione.”, sottolinea il segretario Vincenzo Costantino che solleva un nodo di carattere normativo: l’ospedale di Acqui, sostiene Costantino, non sarebbe inserito nel decreto ministeriale relativo al riconoscimento dell’ospedale di Alessandria come IRCCS.
“Questa situazione di stallo e il silenzio che la circonda sta generando una fortissima preoccupazione sul territorio. A fare le spese di questa incertezza è tutto il personale del presidio ospedaliero di Acqui; quel personale che ogni giorno, tra mille difficoltà, garantisce la cura dei cittadini senza alcuna prospettiva chiara sul proprio futuro professionale, e i cittadini stessi, che vedono minacciato il proprio diritto alla salute e alla prossimità delle cure. – aggiunge Costantino – A fronte di promesse e scadenze precise, l’unica novità tangibile è purtroppo il nulla di fatto, il silenzio istituzionale della regione e delle direzioni generali competenti”.
Il sindacato chiede quindi alla Regione, all’assessorato alla Sanità e alle direzioni di ASL AL e AOU-IRCCS di chiarire tempi, modalità, sostenibilità economica e aspetti normativi dell’operazione, oltre alle prospettive occupazionali. La FP Cgil avverte infine che, in assenza di risposte concrete, potrebbero essere avviate iniziative di mobilitazione insieme alla comunità locale.