ALESSANDRIA – L’USB dei Vigili del Fuoco di Alessandria esprime cordoglio per la morte di Stefano, vigile del fuoco operativo deceduto prematuramente a causa di un tumore, e rilancia l’allarme sui rischi per la salute legati all’attività professionale.
Il sindacato denuncia l’esposizione degli operatori a sostanze cancerogene e chiede screening periodici
Secondo il sindacato, durante gli interventi i vigili del fuoco possono essere esposti a fumo, plastiche bruciate e sostanze chimiche tossiche, con contaminanti che possono depositarsi su tute, equipaggiamenti e corpo e continuare a rappresentare un rischio anche dopo la conclusione delle operazioni.
L’USB ricorda inoltre che lo IARC, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS, ha classificato nel 2022 l’esposizione professionale dei vigili del fuoco come cancerogena per l’uomo. Il sindacato sostiene di avere segnalato più volte, ai vertici dell’amministrazione, al Comando di Alessandria e alla politica, la necessità di rafforzare le misure di tutela, denunciando però risposte giudicate insufficienti.
Tra le richieste avanzate figurano sistemi adeguati per la decontaminazione e il lavaggio delle tute subito dopo gli interventi, screening oncologici gratuiti e periodici e il tracciamento delle sostanze tossiche alle quali vengono esposti gli operatori. «Alla commozione deve seguire la responsabilità», sostiene l’USB, chiedendo alle istituzioni interventi concreti su tute, mezzi di soccorso e controlli sanitari, con l’obiettivo di aumentare la prevenzione e ridurre i rischi per la salute dei vigili del fuoco.