Sindacati

Alloggi pubblici, aumentano gli anticipi in bolletta: sindacati in allarme

Atc Piemonte Sud ha comunicato un incremento del 25% da ottobre, che si aggiunge al 5% già applicato a maggio.

Alloggi pubblici, aumentano gli anticipi in bolletta: sindacati in allarme

Gli aumenti delle bollette di luce e gas, insieme al rincaro delle spese condominiali e del costo della vita, pesano sempre di più sulle famiglie che vivono negli alloggi pubblici. A lanciare l’allarme sono le organizzazioni sindacali degli inquilini SUNIA-CGIL, SICET-CISL e UNIAT-UIL, dopo la comunicazione di Atc Piemonte Sud relativa all’aumento degli anticipi in bolletta.

Le richieste dei sindacati

L’Ente ha infatti annunciato la necessità di incrementare del 25% gli importi a partire da ottobre, dopo il primo adeguamento del 5% introdotto a maggio. La misura, secondo quanto illustrato da Atc, punta a contenere i conguagli di fine gestione, calcolati sulla base dei consumi effettivi e degli importi dovuti ai fornitori dei servizi condominiali.

Le organizzazioni sindacali riconoscono che la decisione risponde all’aumento dei costi energetici e non dipende direttamente dalla responsabilità dell’Ente. Allo stesso tempo, evidenziano le difficoltà crescenti per gli inquilini, già alle prese con il caro vita e con il rischio di non riuscire a sostenere le spese dell’abitare.

In provincia di Alessandria, la percentuale di morosità negli alloggi gestiti dall’Ente si attesta intorno al 35%. “Morosità con due diversi volti: morosità colpevole e incolpevole. La prima, con diverse sfaccettature, è da contrastare, mentre la seconda è da sostenere in quanto imputabile a soggetti fragili con cronica difficoltà economica – spiegano i sindacati -. In ogni caso i costi della morosità, protratti nel tempo, ricadono per effetto della Legge Regionale sulla fiscalità generale ed in particolare sui bilanci dei Comuni”.

Per affrontare il problema, SUNIA, SICET e UNIAT chiedono un confronto con il Governo sul tema della casa e una serie di interventi strutturali: dalla riforma delle locazioni private al rifinanziamento del fondo per il sostegno agli affitti, passando per il recupero degli alloggi pubblici esistenti e l’utilizzo delle abitazioni private sfitte. Tra le richieste figura anche una legge quadro sull’edilizia residenziale pubblica.