Provincia di Alessandria

Dalla mostra su Carrà ai lavori sulle strade provinciali: il punto con il presidente Luigi Benzi

Dalla mostra di Quargnento dedicata a Carlo Carrà agli interventi sulla rete viaria provinciale, tra asfaltature, segnalazioni dei cittadini e futuro delle Province

Dalla mostra su Carrà ai lavori sulle strade provinciali: il punto con il presidente Luigi Benzi

Un viaggio nell’arte dal Novecento alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale. È quello proposto dalla mostra allestita all’Auditorium della Trinità di Quargnento, che mette in dialogo le opere e le esperienze di Carlo Carrà, Enzo Cacciola e Christian Podige, Parallel FBX, artista che sviluppa il proprio lavoro attraverso l’intelligenza artificiale.

La mostra su Carrà

L’esposizione ha registrato quasi 700 visitatori nella prima settimana e l’ingresso è gratuito. L’obiettivo è costruire un percorso che parte da Carrà, artista di Quargnento riconosciuto anche a livello internazionale, passa attraverso la ricerca contemporanea di Cacciola e arriva alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie.

Carrà rappresenta il punto di partenza del percorso dedicato all’arte del Novecento e alla pittura metafisica. Cacciola, artista contemporaneo e sindaco di Rocca Grimalda, è invece legato alla sperimentazione e all’utilizzo della materia nell’ambito dell’Arte Povera. A completare il percorso è l’esperienza di un giovane artista che utilizza l’intelligenza artificiale nel processo creativo.

Il rapporto con la tecnologia viene presentato non come una sostituzione dell’artista, ma come un dialogo: l’idea nasce nella mente dell’autore e viene sviluppata attraverso l’interazione con l’intelligenza artificiale, fino a raggiungere la forma desiderata.

La mostra sarà visitabile fino al 25 ottobre, tutti i giorni dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30. Sono inoltre possibili visite serali per gruppi.

L’iniziativa viene proposta anche come un modo per riportare al centro cultura, creatività e bellezza, offrendo soprattutto ai giovani un’occasione per confrontarsi con linguaggi artistici diversi.

Strade provinciali, asfaltature e semafori

Dalla manutenzione del semaforo di Castelceriolo alle asfaltature della rete provinciale, la viabilità è stata al centro delle telefonate dei telespettatori. Le segnalazioni hanno riguardato diversi tratti di strada e hanno permesso di fare il punto sugli interventi programmati dalla Provincia.

A Castelceriolo è stato segnalato il malfunzionamento di un semaforo particolarmente importante per il traffico della zona. Il problema, è stato spiegato, riguarda l’alimentazione di uno degli impianti, entrato in protezione. Erano già in corso le verifiche e l’obiettivo indicato è quello di completare l’intervento nell’arco di una settimana o dieci giorni.

Sul fronte delle asfaltature, la Provincia ha annunciato investimenti per circa 9,5 milioni di euro, insieme ad accordi quadro per ulteriori interventi di manutenzione. Una programmazione che comprende anche attività come il taglio dell’erba e la segnaletica orizzontale e verticale.

Il problema resta però quello delle dimensioni della rete: le strade provinciali si estendono complessivamente per circa 1.829 chilometri. Per questo gli interventi vengono concentrati sui tratti maggiormente ammalorati.

È il caso della SP 170 tra Bosio, Mornese e Ovada, più volte citata dai telespettatori. Sono stati asfaltati alcuni tratti, ma non è prevista la sistemazione completa dell’intera provinciale, perché non ci sono risorse sufficienti. La programmazione prevede quindi interventi progressivi, dando priorità alle parti più deteriorate.

La Provincia ha inoltre sottolineato la necessità di passare da una gestione delle emergenze a una manutenzione programmata e continuativa, con interventi distribuiti nel tempo anche sugli anni successivi.

La stagione autunnale può ancora consentire lavori di asfaltatura quando le temperature lo permettono, mentre nelle zone collinari i movimenti del terreno rendono più complessi alcuni interventi.

Province, perché restano centrali

Le Province dovevano essere abolite? La domanda di un telespettatore ha aperto in trasmissione una riflessione sul ruolo attuale degli enti provinciali e sulle funzioni che continuano a svolgere.

Il tema parte dal referendum costituzionale del 2016, collegato a una riforma che prevedeva il superamento delle Province e che non è stata completata. Nel frattempo, secondo quanto emerso durante la trasmissione, è maturata la consapevolezza dell’utilità di un ente capace di collegare il territorio con le Regioni e con il governo centrale.

La questione riguarda soprattutto la possibilità di garantire servizi in modo capillare. Le Regioni, per la loro dimensione, possono incontrare difficoltà nel seguire direttamente tutte le esigenze locali, mentre la Provincia può rappresentare un livello intermedio più vicino ai territori.

Nel corso degli anni, però, le competenze sono diventate differenti da una Regione all’altra. Le leggi regionali hanno infatti attribuito funzioni diverse alle singole Province, creando una situazione non uniforme anche in termini di organizzazione e capacità di intervento.

Da qui l’esigenza, evidenziata nel confronto, di ripartire da un quadro comune che consenta alle Province di avere strutture e personale adeguati per svolgere le proprie funzioni.

Tra gli ambiti indicati figurano l’edilizia scolastica, il coordinamento scolastico, la gestione delle strade e l’ambiente. L’obiettivo sarebbe quello di garantire una base organizzativa omogenea, permettendo agli enti di interagire meglio con il territorio e di sviluppare servizi più efficaci.

Il confronto si inserisce così nel dibattito sul futuro delle Province: enti che, nonostante il progetto di superamento avviato negli anni scorsi, continuano a essere chiamati a svolgere funzioni concrete, soprattutto nei settori più direttamente legati alla vita quotidiana dei cittadini.