Una nuova emergenza nello stabilimento ex Solvay di Spinetta Marengo, oggi Syensqo, riaccende il dibattito sulla sicurezza dell’impianto e sulla situazione ambientale della Fraschetta.
La perdita nello stabilimento Syensqo
Poco dopo le 4.30 della notte scorsa, una fuoriuscita di acido fluoridrico nel reparto Algofrene ha fatto scattare le procedure di emergenza, con l’intervento attraverso l’abbattimento in acqua. Allertata anche Arpa Piemonte, che ha effettuato la verifica del sistema di monitoraggio posizionato in via Genova, il quale ha dato esiti negativi. L’agenzia regionale ha inoltre inviato i campioni di aria prelevati in laboratorio per le analisi.
L’episodio ha scatenato una nuova polemica da parte del comitato “Ce l’ho nel sangue” che ribadisce come non sia possibile “continuare a considerare normale che in uno stabilimento dove si producono e si utilizzano sostanze estremamente pericolose si verifichino continuamente incidenti, anomalie ed emergenze”.
Da qui la richiesta da parte del comitato di un cambio di approccio: “Ogni nuova emergenza rende sempre più evidente quanto sia assurdo continuare a ragionare su come ridurre il rischio rispetto ad uno stabilimento che chiaramente non è in grado di garantire che le proprie produzioni avvengano in condizioni di sicurezza”.
“Dopo decenni di contaminazione, con Pfas nell’ambiente e nel sangue delle persone, il margine di rischio che questo territorio può permettersi dovrebbe essere zero. – continua il comitato – Qui non serve imparare a gestire meglio le emergenze o stare a guardare se i protocolli di sicurezza hanno funzionato. Serve finalmente affrontare ciò che è stato lasciato alle spalle: la bonifica della Fraschetta. Perché non è accettabile continuare a produrre sostanze pericolose mentre la contaminazione accumulata in decenni resta lì, senza una bonifica vera e integrale. E non è accettabile nemmeno che chi vive a Spinetta venga informato dai giornali di quello che è successo a pochi metri da casa propria”
Il comitato, inoltre, coglie l’occasione per sottolineare che, ad oltre un mese dall’ultima Conferenza dei Servizi nella quale è stata firmata l’AIA, non sono ancora stati resi pubblici i verbali della riunione: “Ancora non possiamo sapere quali posizioni siano state espresse e quali impegni siano stati assunti. No, non potete chiederci semplicemente di fidarci. Noi pretendiamo scelte precise, verificabili e all’altezza”.