La Lega ha espresso un forte attacco contro la giunta di Novi Ligure in merito agli aumenti della Tari, il servizio di gestione dei rifiuti. Secondo il partito, il piano economico predisposto dall’amministrazione porta il costo del servizio a oltre 6,26 milioni di euro, con un aumento delle tariffe definitive del 2,09% rispetto all’anno precedente.
In una dichiarazione, la Lega Novese ha commentato: “Ogni anno la storia è sempre la stessa”, evidenziando come il costo continui a crescere e i cittadini siano costretti a pagare senza ricevere ragioni chiare su come vengono utilizzati i fondi pubblici e quali risultati siano stati ottenuti.
Il partito di minoranza ha sollevato interrogativi sulla gestione del servizio, chiedendo: “Cosa abbiano davvero fatto Comune e Gestione Ambiente per rendere il servizio più efficiente e meno costoso?”. Nonostante l’utile di quasi 2 milioni euro registrato da Gestione Ambiente, la Lega richiede trasparenze sui risultati promessi ai cittadini.
Dettagli sui costi
In relazione alle spese, la Lega ha anticipato le cifre previste per i diversi aspetti del servizio: 1.857.464 euro per la raccolta differenziata, 921.425 euro per quella dell’indifferenziato e oltre 1.021.455 euro per lo spazzamento delle strade. Si aggiungono 1.171.673 euro di costi comuni, di cui 738.209 euro dedicati alla gestione generale e 311.673 euro accantonati per crediti.
La Lega rifiuta giustificazioni riguardo alla necessità di adeguarsi alle normative dell’Arera, sottolineando che, sebbene le regole fissino un metodo, non devono impedire miglioramenti nell’organizzazione del servizio. “La buona amministrazione si misura sulla capacità di contenere i costi”, affermano, insistendo sul fatto che la maggior parte dei costi ricade sulle famiglie, che sostengono il 57,75% del costo totale del servizio, a differenza delle utenze non domestiche, che coprono solo il 42,25%.
Richiesta di efficienza
La Lega chiede quindi alla giunta di orientare Gestione Ambiente verso una maggiore efficienza, innovazione e contenimento dei costi, affermando che “se questo non avviene, la responsabilità è innanzitutto politica” e non può essere semplicemente trasferita sulle bollette.