cronaca

Scoperta una piantagione indoor con 1.206 piante di marijuana nell’Astigiano

Il valore della coltivazione individuata a Coassolo Torinese supera il milione di euro. Nel corso dell'indagine sequestrati anche 22 chili di cocaina e di un arsenale di armi

Scoperta una piantagione indoor con 1.206 piante di marijuana nell’Astigiano

Oltre 1.200 piante di marijuana coltivate all’interno di un capannone attrezzato, per un valore sul mercato illecito superiore al milione di euro. È la scoperta effettuata dai Carabinieri a Coassolo Torinese nell’ambito di un’indagine sul traffico di droga e sulla detenzione illegale di armi coordinata dalla Procura della Repubblica di Asti. L’operazione ha portato all’arresto del presunto custode della piantagione, un cittadino albanese residente ad Asti.

Le indagini

L’attività investigativa, avviata nel gennaio 2026 dal Nucleo Investigativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Asti, riguarda un gruppo criminale dedito al traffico di stupefacenti e alla detenzione di armi, gravitante attorno a un locale notturno del capoluogo.

Il primo risultato significativo era arrivato il 20 aprile, con l’arresto di un cittadino albanese di 47 anni e il sequestro di circa 22 chilogrammi di cocaina, cinque pistole di provenienza furtiva, di cui una con matricola abrasa, un silenziatore artigianale e oltre 200 munizioni, alcune da guerra. Sequestrato anche materiale per pesare e confezionare la droga.

Gli sviluppi investigativi avevano poi portato, il 21 luglio, all’individuazione e alla denuncia di altri cinque soggetti ritenuti coinvolti nelle attività illecite.

La piantagione indoor

Il 20 ottobre i Carabinieri hanno eseguito 13 perquisizioni tra Asti, diversi comuni della provincia e Coassolo Torinese, con il supporto dei reparti speciali dell’Arma e delle unità cinofile.

Il risultato più rilevante è stato ottenuto a Coassolo Torinese, dove i militari hanno individuato una coltivazione indoor con 1.206 piante di marijuana in diversi stadi di infiorescenza. Il capannone era dotato di impianti di illuminazione, ventilazione e riscaldamento per garantire le condizioni necessarie alla crescita delle piante.

Sul posto è stato arrestato il presunto custode, trasferito nel carcere di Ivrea dopo essere stato messo a disposizione della Procura. Il capannone e le attrezzature sono stati sequestrati. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato un sistema di assorbimento illecito di energia elettrica, con consumi stimati tra gli 80 e i 100 kWh al giorno.

Le altre perquisizioni hanno portato al ritrovamento di modiche quantità di droga nell’abitazione di uno degli indagati e di cento munizioni per arma comune da sparo in quella di un altro. L’indagine prosegue per chiarire i collegamenti tra i soggetti coinvolti e ricostruire l’organizzazione delle attività illecite.