La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dalla società Ilva e da Acciaierie d’Italia contro il decreto della Corte d’Appello di Milano che aveva disposto lo stop dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto.
La sentenza della Cassazione
La decisione è stata presa nel pomeriggio dai giudici delle Sezioni Unite Civili dopo l’udienza dello scorso 20 ottobre. Il decreto dei giudici di Milano resta quindi valido.
Fino ad ora gli impianti erano rimasti in pre-riscaldo dopo il decreto varato dal governo, che ha permesso ai commissari di mantenerli in questa condizione almeno fino alla pronuncia della corte di Cassazione e comunque non oltre il 15 dicembre.
Una notizia, questa, che condizionerà anche gli stabilimenti piemontesi ex Ilva di Novi Ligure e quello di Racconigi. Durante l’ultimo vertice a Palazzo Chigi tra governo e sindacati era già stato stabilito che anche la fabbrica novese era destinata a interrompere la produzione quando sarebbero le scorte.
L’attività riprenderà a febbraio grazie alle commesse fino a oggi reperite ma, nel frattempo, lo Stato si è impegnato nella ricerca di nuove materie prime. Entro metà novembre si terrà un nuovo confronto tra le parti.
“Prendiamo atto della decisione della Corte di Cassazione sull’area a caldo di Taranto, senza entrare nel merito della sentenza – commentano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il governatore della Liguria Marco Bucci -. Adesso è indispensabile dare seguito alle soluzioni già prospettate per garantire la continuità produttiva degli stabilimenti di Genova Cornigliano, Novi Ligure e Racconigi. Oggi è quindi urgente che si avviino processi di approvvigionamento dei materiali per gli stabilimenti di Piemonte e Liguria anche da fonti esterne allo stabilimento di Taranto, superando qualsiasi vincolo di esclusività che al momento ne compromette l’operatività. La priorità è assicurare che questi stabilimenti continuino a produrre, salvaguardando occupazione, competenze industriali e prospettive produttive dei territori. È su questo obiettivo che continuiamo a lavorare insieme al Governo e chiediamo ai commissari di procedere con determinazione e tempi certi”.