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Cristoforo Colombo potrebbe avere origini monferrine: le ricerche al Congresso di Palazzo Lascaris

A Palazzo Lascaris trent’anni di ricerche del Cescom tra documenti, legami familiari e nuove piste per approfondire le possibili origini monferrine del navigatore

Cristoforo Colombo potrebbe avere origini monferrine: le ricerche al Congresso di Palazzo Lascaris

L’ipotesi che Cristoforo Colombo appartenesse all’antica dinastia feudale dei Colombo di Cuccaro Monferrato al centro del IV Congresso internazionale di studi colombiani, ospitato a Palazzo Lascaris a Torino.

Le origini monferrine di Colombo

A sostenere l’ipotesi è il Centro Studi Colombiani Monferrini (Cescom), che da trent’anni porta avanti ricerche sull’origine familiare e geografica del celebre navigatore.

“Se le ricostruzioni storiche troveranno conferma, potremo dire, con un pizzico d’orgoglio, che anche nelle vene di Cristoforo Colombo scorreva sangue piemontese”, ha commentato il presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco, sottolineando il valore degli studi per la conoscenza della storia del territorio.

Il Cescom conduce da tre decenni ricerche sull’origine familiare e geografica del navigatore, raccogliendo documenti e contributi scientifici a sostegno della possibile provenienza monferrina. Nel 2006, a Cuccaro Monferrato, il Centro ha inaugurato l’unico museo italiano dedicato alle origini di Colombo.

“Questi studi rappresentano un patrimonio culturale importante per la nostra regione”, ha aggiunto Nicco, ringraziando i ricercatori per il lavoro portato avanti con passione e rigore.

Il presidente del Cescom, Giorgio Casartelli Colombo di Cuccaro, ha ricordato il materiale raccolto nel corso degli anni: circa 1.200 pagine di documenti e contributi scientifici messi a disposizione degli studiosi. “Il lavoro dello storico non può disgiungersi dai documenti: oggi ne sappiamo molto più di trent’anni fa e le possibili origini monferrine di Colombo devono essere prese in seria considerazione”, ha dichiarato.

Durante il congresso sono state approfondite diverse piste di ricerca. Il curatore dell’evento, Giorgio Enrico Cavallo, ha evidenziato il ruolo del cardinale Raffaele Riario della Rovere, indicato come figura di collegamento tra Colombo e il Papa, oltre alle vicende di due marinai documentati, Michele Balestrero e Secondo Cornacchia, originari rispettivamente di Fubine e Vignale Monferrato. Spazio anche alle tecniche di navigazione del XV secolo e agli studi sul Dna, tema che negli ultimi anni ha alimentato il dibattito sulle origini del navigatore.

“Una parte del congresso è stata dedicata ai rapporti con la Spagna – conclude il curatore Fabrizio Nucera Giampaolo – Sono stati toccati i rapporti con la regina Isabella la Cattolica, della quale è aperto il processo di beatificazione e si è parlato del diritto in terra iberica in materia di successioni, argomento importante per la causa nella successione al maggiorasco di Colombo”.

(Foto dalla pagina Facebook del Consiglio Regionale del Piemonte)