Il progetto del termovalorizzatore in Valle Bormida torna al centro del dibattito politico piemontese. A intervenire sono i consiglieri regionali del Partito Democratico Mauro Calderoni, Fabio Isnardi e Domenico Ravetti, dopo la mozione presentata dal consigliere di maggioranza Claudio Sacchetto sul possibile impianto ligure per il trattamento dei rifiuti.
Il termovalorizzatore in Valle Bormida
“Ora che anche un consigliere della maggioranza riconosce che il progetto riguarda direttamente il Piemonte, forse possiamo finalmente parlare seriamente della Valle Bormida”, commentano i tre esponenti del Pd.
Secondo Calderoni, Isnardi e Ravetti, la questione non può essere circoscritta al confine amministrativo tra Piemonte e Liguria. L’impianto, destinato a trattare circa 220 mila tonnellate di rifiuti all’anno, potrebbe infatti avere ricadute ambientali, viabilistiche e socioeconomiche anche sui territori piemontesi.
I consiglieri ricordano di aver sollevato il tema già nei mesi scorsi. Fabio Isnardi, dopo l’assemblea di Monastero Bormida, aveva chiesto di conoscere la posizione della Regione Piemonte e di tutelare un territorio interessato da un lungo percorso di riconversione ambientale, economica e sociale.
Domenico Ravetti aveva invece presentato un ordine del giorno per chiedere il coinvolgimento del Piemonte nelle diverse fasi del progetto, oltre a uno studio autonomo sugli impatti dell’opera e a una posizione regionale a tutela della Valle Bormida.
Mauro Calderoni aveva sottolineato la necessità di affrontare la gestione dei rifiuti con strumenti e logiche attuali, evitando che la Valle Bormida diventasse nuovamente terreno di contrapposizione tra territori.
Il Pd guarda quindi con favore alla mozione di Sacchetto, ma precisa che “una mozione che chiede di approfondire gli impatti e di coinvolgere il Piemonte non equivale ancora a una contrarietà all’impianto. Per questo aspettiamo di vedere quali saranno gli impegni concreti che la maggioranza sarà disposta ad assumere in Consiglio regionale”.
La richiesta è che il Piemonte possa valutare autonomamente gli impatti ambientali, sanitari, viabilistici ed economici dell’opera e avere un ruolo nelle decisioni che riguardano i Comuni e le comunità della Valle Bormida.
“Ci permettiamo però una piccola osservazione finale. – concludono i consiglieri dem – Sono mesi che parliamo della Valle Bormida. Abbiamo presentato atti, sollevato il problema e chiesto alla Regione Piemonte di intervenire. Oggi scopriamo che il problema esiste anche per la maggioranza. Meglio tardi che mai: Buongiorno, principessa!”