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Sanità in Piemonte, dopo dieci anni arriva l’accordo regionale sul 118

Chiarite competenze e responsabilità, previste nuove sedi di confronto e maggiori tutele per il personale dell’emergenza-urgenza

Sanità in Piemonte, dopo dieci anni arriva l’accordo regionale sul 118

Dopo oltre dieci anni di attesa, il Piemonte ha siglato l’Accordo Quadro Regionale per l’organizzazione e la gestione del sistema di emergenza-urgenza extraospedaliera 118 e del Numero Unico di Emergenza 112.

L’accordo regionale sul 118

L’intesa è stata sottoscritta al Grattacielo Piemonte dalla Regione, da Azienda Zero, dalle quattro aziende sanitarie sedi delle Centrali operative del 118 e dalle organizzazioni sindacali Cisl FP, Fials, NurSind e Nursing Up.

L’accordo riguarda il personale del Comparto Sanità impiegato nei due servizi e interviene su questioni organizzative rimaste a lungo irrisolte, con l’obiettivo di rendere più omogenee le condizioni di lavoro e superare le differenze presenti sul territorio regionale.

“Dopo oltre un decennio di attesa, risolviamo questioni rimaste troppo a lungo aperte, dando finalmente un quadro di riferimento chiaro al personale del Comparto Sanità che opera nel sistema di emergenza-urgenza 118”, ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, sottolineando l’importanza di garantire certezze, tutele e riconoscimento ai professionisti impegnati quotidianamente nell’emergenza.

Tra i punti principali dell’intesa c’è la definizione dei ruoli: Azienda Zero coordinerà il sistema sul piano operativo e organizzativo, mentre le aziende sanitarie manterranno la titolarità dei rapporti di lavoro e le relative responsabilità giuridiche ed economiche.

Sono inoltre previsti un Comitato regionale permanente, un Comitato di coordinamento interaziendale per la sicurezza e un tavolo sindacale permanente, con il compito di monitorare l’applicazione dell’accordo e favorire il confronto tra le parti.

L’intesa stabilisce anche requisiti professionali e standard di accesso al sistema, prevedendo una programmazione del fabbisogno di personale e percorsi coordinati di formazione e sviluppo professionale. Un ulteriore obiettivo è porre le basi per una maggiore uniformità dei trattamenti economici e contrattuali, nel rispetto della contrattazione integrativa aziendale.