Sanità

Sanità, la Regione Piemonte: «Ospedale e territorio non sono alternativi»

Dal 2019 oltre 4.000 operatori in più nel SSR

Sanità, la Regione Piemonte: «Ospedale e territorio non sono alternativi»

PIEMONTE – La Regione Piemonte replica alle critiche sulla ricognizione del personale sanitario e chiarisce che non è prevista alcuna proroga di una sospensione delle assunzioni. I dieci giorni indicati nella nota del 3 luglio erano infatti il termine concesso alle Aziende sanitarie per fornire i dati richiesti, non una sospensione delle assunzioni.

Dal 2019 oltre 4.000 operatori in più nel SSR

Secondo la Regione, dal 2019 il personale del Servizio sanitario regionale è aumentato di oltre 4.000 unità, mentre nel primo semestre 2026 la spesa per il personale è cresciuta di circa 90 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2025. La nuova istruttoria serve a completare il quadro sulla distribuzione effettiva degli operatori, sulle attività svolte e sui fabbisogni delle Aziende, anche alla luce del DM 70 sulla rete ospedaliera e del DM 77 sull’assistenza territoriale.

Particolare attenzione viene riservata alla fase conclusiva del PNRR: Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali dovranno essere strutture realmente operative e sostenibili anche dopo la fine degli investimenti. La Regione respinge quindi l’idea di un trasferimento di personale dagli ospedali alle strutture territoriali: l’obiettivo è integrare ospedale e territorio, evitando duplicazioni, carenze e sprechi e garantendo continuità, qualità e appropriatezza delle cure.

«La vera sfida non è scegliere tra ospedale e territorio, ma farli funzionare insieme e rendere sostenibile il Servizio sanitario piemontese anche dopo la conclusione del PNRR», conclude la Regione.