il riconoscimento

Laura Ribaldone premiata a Pesaro: la disabilità diventa un messaggio di inclusione

Il libro dell’autrice e Life Happiness & Inclusion Coach di Solero premiato a Pesaro nella sezione Narrativa Edita – Terziario Donna

Laura Ribaldone premiata a Pesaro: la disabilità diventa un messaggio di inclusione

Trasformare le difficoltà in occasioni di crescita e promuovere una cultura dell’inclusione, nella quale ogni persona venga riconosciuta per il proprio valore. È il messaggio di Vivere felicemente la disabilità, il libro di Laura Ribaldone, autrice e Life Happiness & Inclusion Coach di Solero, premiato sabato scorso a Pesaro nell’ambito del concorso letterario “La Donna si Racconta”, nella sezione Narrativa Edita – Terziario Donna.

Il premio a Laura Ribaldone

La motivazione del riconoscimento sottolinea la capacità dell’autrice di «trasformare la fragilità in forza, la disabilità in opportunità di felicità e inclusione», valorizzando il significato della sua testimonianza personale.

Edito da Poliedricamente Edizioni APS, il volume è un manuale motivazionale che nasce dall’esperienza di Ribaldone e dal suo percorso di consapevolezza e accettazione di sé. Attraverso la scrittura, l’autrice invita a guardare alla disabilità oltre i limiti, mettendo al centro le risorse, le aspirazioni e le possibilità di ciascuno.

Il messaggio non si rivolge esclusivamente alle persone con disabilità. Interpella anche la società, chiamata a interrogarsi sulle barriere culturali e sui pregiudizi che possono limitare la partecipazione e condizionare il modo in cui vengono percepite le differenze. “L’inclusione, infatti, non si esaurisce nelle dichiarazioni di principio, ma prende forma attraverso la consapevolezza, il rispetto e il riconoscimento concreto della dignità di ogni persona”, spiega Ribaldone.

Per Ribaldone, il riconoscimento ottenuto a Pesaro rappresenta una tappa significativa di un percorso che unisce scrittura, crescita personale e impegno per una maggiore inclusione. Il suo lavoro si inserisce in una visione della felicità che non coincide con l’assenza di difficoltà, ma con la possibilità di sviluppare una relazione più consapevole con sé stessi e con gli altri.

Il principio al centro dell’opera è chiaro: la disabilità fa parte della storia di una persona, ma non ne definisce interamente l’identità. Una società inclusiva nasce quando ciascuno viene riconosciuto per ciò che è, oltre gli ostacoli e le aspettative altrui.