Proseguirà fino a domani mattina – e non è detto che possa essere estesa nelle successive giornate – la mobilitazione dei lavoratori di ex Ilva, in sciopero in tutti i siti d’Italia per opporsi alla chiusura del polo siderurgico.
Sciopero nei siti ex Ilva
Secondo quanto riferito da Fim, Fiom e Uilm, gli scioperi e le manifestazioni organizzati negli stabilimenti dell’ex Ilva hanno registrato una partecipazione straordinaria. Le organizzazioni sindacali, insieme alle Prefetture interessate, sono state convocate dal Ministero dell’Interno in una call conference con i commissari straordinari, nel corso della quale sono state ribadite le preoccupazioni per il futuro degli stabilimenti, anche alla luce delle recenti comunicazioni sulla sospensione delle attività produttive.
La richiesta principale è quella di acquistare bramme e coils per consentire la ripartenza delle lavorazioni a freddo negli impianti di Taranto, Genova, Novi Ligure e Racconigi, oltre che negli altri siti del gruppo. I sindacati sollecitano inoltre il Governo a mettere i commissari nelle condizioni di garantire le attività non interessate da provvedimenti di fermo giudiziario, comprese le lavorazioni a freddo e le manutenzioni necessarie alla sicurezza degli impianti e dei lavoratori.
“Il compito svolto dai commissari, in assenza di un piano finanziario adeguato, è insufficiente e incerto e non può da solo garantire la continuità degli impianti di verticalizzazione. Pertanto è indispensabile riportare la responsabilità delle decisioni a Palazzo Chigi. – spiegano i sindacati – Il Governo non può scaricare sulla magistratura o su altri soggetti responsabilità che sono politiche. Come ribadito durante la presentazione della nostra posizione in merito alla necessità di un piano straordinario già lo scorso agosto, chiediamo di confrontarci su un progetto ambientale, industriale ed occupazionale che preveda Dri e forni elettrici con la presenza di una cordata a maggioranza pubblica e di un piano sociale congiunto sulla base delle proposte evidenziate in quella sede”.
In attesa di una convocazione a Palazzo Chigi, il prossimo 21 ottobre torneranno a riunirsi ad un tavolo di lavoro unitario Regione Piemonte e Liguria.
Noi abbiamo seguito la protesta a Novi Ligure, dove si trova uno degli stabilimenti strategici per la produzione di acciaio (il servizio nel tg delle 19.30).