Il terremoto giudiziario sulle autorizzazioni per le energie rinnovabili scoppiato in Sicilia, si ripercuote con forza sul Piemonte, accendendo i riflettori sui progetti nell’alessandrino.
La richiesta dei comitati
L’indagine della Procura di Palermo sul presunto patto corruttivo legato al gruppo CVA — colosso valdostano dell’energia pulita — scuote infatti anche i territori piemontesi, dove la controllata Renergetica è storicamente radicata.
I numeri sul tavolo sono imponenti: tra il 2009 e il 2025, nella sola provincia di Alessandria, la filiera societaria ha promosso 16 procedimenti autorizzativi, per una potenza complessiva che supera i 106 megawatt, oltre a un ulteriore impianto al vaglio degli uffici tecnici.
Una presenza, che ha spinto i comitati civici alessandrini “Rispettiamo il territorio”, “Salviamo le cascine” e la “Consulta per il Paesaggio” a un duro scontro frontale.
Pur difendendo la svolta ecologica, i cittadini denunciano il rischio di una speculazione fuori controllo in grado di azzerare la vocazione agricola e l’equilibrio dei piccoli comuni montani, già messi a dura prova dai tagli normativi.
A fronte del quadro emerso dalle indagini siciliane, i comitati si sono appellati a comuni, Provincia e regione Piemonte, al fine di congelare ogni accordo con le realtà industriali coinvolte nell’inchiesta per tutelare, in via prioritaria, la legalità e l’etica della pubblica amministrazione