Salute e prevenzione

Sessualità e malattia, ad Alessandria un convegno per rompere il silenzio

Ospiti a Filo Diretto, le dottoresse Federica Grosso e Esther Botto parlano del rapporto tra sessualità, affettività e patologie

Sessualità e malattia, ad Alessandria un convegno per rompere il silenzio

Il 7 novembre all’hotel Il Mulino l’iniziativa dell’Associazione Italiana Donne Medico. Venti relatori per approfondire le conseguenze delle patologie oncologiche e croniche sulla vita sessuale e affettiva.

Il convegno ad Alessandria

La sessualità è una componente importante della salute e del benessere individuale, ma quando arriva una malattia spesso diventa un argomento difficile da affrontare, tanto per i pazienti quanto per gli stessi professionisti sanitari. Da questa consapevolezza nasce il convegno promosso dall’Associazione Italiana Donne Medico, sezione di Alessandria, in programma sabato 7 novembre all’hotel Il Mulino.

L’iniziativa è stata presentata durante la trasmissione televisiva Filo Diretto dalla presidente dell’associazione alessandrina, la dottoressa Federica Grosso, e dalla dottoressa Esther Botto, medico di medicina generale e androloga, responsabile scientifica dell’evento.

L’obiettivo è approfondire il rapporto tra sessualità, affettività e patologie, un ambito che comprende non soltanto le malattie oncologiche, ma anche condizioni croniche come diabete e obesità, oltre ai disturbi psichiatrici e neurologici.

L’associazione, società scientifica presente a livello nazionale, si occupa di medicina di genere e delle differenze che caratterizzano lo sviluppo e il trattamento delle patologie negli uomini e nelle donne. La sezione alessandrina ha scelto di dedicare il proprio congresso annuale a un tema trasversale, sul quale ritiene ancora necessario investire in formazione.

Il programma prevede quattro aree di approfondimento. Si parlerà delle conseguenze delle patologie oncologiche, psichiatriche e neurologiche, dell’impatto degli interventi chirurgici sulla sessualità, con particolare riferimento alla chirurgia prostatica, e delle ripercussioni di obesità e diabete. Spazio anche alla riabilitazione dopo traumi del midollo spinale e interventi di protesi d’anca.

Tra gli interventi è prevista inoltre la presentazione dell’esperienza di un ambulatorio di Pavia dedicato alla sessualità delle pazienti oncologiche, un modello che potrebbe rappresentare uno spunto anche per Alessandria.

Saranno complessivamente 20 i relatori coinvolti, tra medici e professionisti sanitari. Il congresso è riservato agli operatori del settore, tra cui medici, biologi e farmacisti, ed è accreditato per il riconoscimento dei crediti ECM.

Sanità e assistenza

Affrontare una malattia significa spesso concentrarsi sulle cure e sull’intervento necessario per superare la fase più difficile. Ma una volta terminato il percorso terapeutico, possono rimanere conseguenze che incidono profondamente sulla quotidianità, comprese la sessualità e la sfera affettiva.

La presidente Federica Grosso ed Esther Botto hanno sottolineato come queste problematiche riguardino pazienti con patologie oncologiche e croniche, ma anche persone che hanno affrontato interventi chirurgici o percorsi di riabilitazione.

Il primo ostacolo è spesso la difficoltà di parlarne. Per questo, secondo le professioniste, è fondamentale che i pazienti si sentano liberi di affrontare l’argomento con il proprio medico curante. Sarà poi il medico a individuare il supporto più appropriato, che non necessariamente coincide con un percorso psicologico.

A seconda delle situazioni possono risultare utili la fisioterapia, la riabilitazione del pavimento pelvico, specifiche terapie farmacologiche o l’utilizzo di presidi. Tra le condizioni che richiedono particolare attenzione ci sono anche quelle dei pazienti sottoposti a prostatectomia e delle persone portatrici di stomia.

Nel corso della trasmissione è stato affrontato anche il tema dei farmaci per la disfunzione erettile. La dottoressa Botto ha ricordato l’importanza della prescrizione e del controllo medico, evidenziando alcune controindicazioni, tra cui il periodo successivo a un infarto e l’assunzione di farmaci cardiologici a base di nitrati.

La questione più ampia riguarda però la continuità dell’assistenza. Quando termina la fase acuta, infatti, i pazienti possono ritrovarsi a gestire autonomamente difficoltà che incidono sulla vita di coppia, sulle relazioni familiari e sul benessere psicologico.

Da qui l’idea di costruire una rete multidisciplinare che coinvolga medici, psicologi, fisioterapisti e infermieri specializzati, mettendo insieme competenze differenti per accompagnare le persone anche dopo le cure.

Tra gli obiettivi futuri dell’associazione c’è la possibilità di realizzare sul territorio un ambulatorio dedicato alla sessualità dei pazienti oncologici, oltre a promuovere iniziative di sensibilizzazione rivolte alla popolazione.