Trasformare le fragilità in opportunità di crescita e autonomia attraverso il lavoro artigianale. È l’obiettivo di “Ri-ciclo Ri-cucio Ri-nasco”, il progetto che punta a consolidare una sartoria sociale ad Alessandria, offrendo percorsi di inserimento e reinserimento lavorativo a donne che vivono situazioni di difficoltà sociale ed economica.
Il progetto di sartoria sociale
L’iniziativa prevede laboratori di cucito, sartoria e intreccio, recupero e riutilizzo di tessuti, riparazione e rivisitazione di capi e biancheria, oltre ad attività di stireria.
Alla formazione artigianale si affiancano corsi di marketing, alfabetizzazione informatica, coaching d’impresa e sicurezza sul lavoro, con l’obiettivo di favorire l’occupazione e, in prospettiva, l’autoimprenditorialità. Per sostenere in particolare le madri sole è previsto anche un servizio di babysitting, insieme a laboratori mamma-bambino.
Il progetto si sviluppa sulla scia dell’esperienza di “Il Filo di Arianna”, realizzata con l’APS Colibrì e l’Associazione Don Angelo Campora, che ha coinvolto oltre cento donne in attività artigianali e percorsi di socializzazione.
“Ago e filo non servono solo a unire i tessuti: in questi mesi hanno saputo intrecciare storie, relazioni, sogni e passioni interamente al femminile – sottolinea l’assessora alle Politiche sociali Roberta Cazzulo – e oggi quel percorso fa un salto di qualità, trasformandosi da laboratorio formativo a reale opportunità occupazionale e di impresa sociale. Un traguardo del genere non si raggiunge mai da soli, è il frutto di una sinergia preziosa tra pubblico, privato e terzo settore. Un grazie alla Fondazione Borsalino, una realtà imprenditoriale legata a doppio filo alla storia e all’identità di Alessandria e una “Maison” storicamente al femminile, che ha compreso il valore sociale di questa sfida, scegliendo di sostenerla con convinzione e diventando il primo, fondamentale cliente del nostro laboratorio. Un ringraziamento speciale alla Cooperativa La Ruota, che gestisce operativamente il laboratorio sartoriale con professionalità per trasformare le competenze artigianali in percorsi concreti di rinascita personale e lavorativa, all’Associazione Colibrì e all’Associazione Don Angelo Campora, che con lo sportello Effe e il progetto “Abil-Mente”, sostenuto dal bando Il Capitale Urbano del nostro Assessorato, hanno dimostrato cosa significa accogliere, includere e valorizzare le persone partendo dai loro bisogni e dalle loro fragilità”.
Anche l’assessora alle Politiche giovanili Vittoria Oneto sottolinea il valore dell’iniziativa, che trasforma uno spazio in “un luogo vivo che oggi dà lavoro, dignità e prospettive alle persone”.
Un ruolo centrale è svolto da Fondazione Borsalino, che sarà il primo cliente del laboratorio. “Sostenere il lavoro, l’autonomia e la dignità delle donne fa parte della nostra identità”, dichiara la vicepresidente Sasha Camperio, esprimendo orgoglio per il contributo a percorsi di rinascita professionale.
La cooperativa sociale La Ruota gestirà le attività attraverso il marchio “FIBRA – Sartoria Sociale”, trasformando le competenze acquisite in occasioni di lavoro retribuito. L’obiettivo è creare una realtà produttiva capace di coniugare inclusione, sostenibilità e risposte alle esigenze delle aziende del territorio.