Proseguono le polemiche in merito alla vicenda dell’utilizzo dell’ex complesso conventuale di San Francesco per un ricevimento privato, lo scorso 11 ottobre.
Allestimenti prima delle autorizzazioni
Dopo la risposta del sindaco all’interpellanza presentata in Consiglio comunale, il capogruppo di Fratelli d’Italia Emanuele Locci contesta la gestione delle autorizzazioni, sostenendo che gli allestimenti fossero già iniziati prima del completamento dell’iter amministrativo.
Nella risposta, il primo cittadino ha riferito che la Giunta ha approvato la deliberazione numero 311 l’8 ottobre alle 14.30, specificando che l’inserimento della stessa giornata nel provvedimento era finalizzato a «regolarizzare le fasi operate». Il sindaco ha inoltre precisato che eventuali accessi e attività precedenti all’approvazione non risultavano accompagnati da autorizzazioni preliminari della Direzione Lavori Pubblici.
“Nella mattinata dell’8 ottobre ero personalmente sul posto e gli allestimenti erano già iniziati – sottolinea Locci – ed ora la risposta conferma che il procedimento si è perfezionato nel pomeriggio, con la deliberazione e i relativi pareri. Prima si è entrati nel monumento e si sono avviate le operazioni, poi sono arrivati gli atti. Come si può gestire in questo modo un patrimonio appena restaurato e restituito alla città?”.
Locci ha dichiarato la propria insoddisfazione per la risposta ricevuta e ha ricordato la mozione presentata per definire la destinazione museale e il regolamento per la gestione, la tutela e l’utilizzo degli spazi di San Francesco.
Per portare la questione in aula, sette consiglieri di minoranza hanno sottoscritto una richiesta di convocazione del Consiglio comunale. L’obiettivo è discutere la mozione entro il 23 novembre. In caso di mancata convocazione, Locci annuncia che sarà richiesto l’intervento del Prefetto, che può procedere dopo aver diffidato l’amministrazione.